Poloinformativo HIV AIDS

La depressione: a volte invisibile ma è un problema a livello globale

Ogni anno la depressione colpisce 300 milioni di persone in tutto il mondo. Ed è in crescita: in dieci anni, tra il 2005 e il 2015 è aumentata del 18 per cento.

Ma secondo le stime dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, meno della metà delle persone ha accesso alle cure psicoterapiche e farmacologiche per la depressione.
«È una minaccia sottovalutata nel mondo moderno – avverte Flavia Bustreo, vicedirettore generale dell’Oms per la Salute della famiglia, delle donne e dei bambini – soprattutto verso le fasce più deboli della popolazione, fra cui donne dopo la gravidanza e gli adolescenti. Il suicidio, infatti, è la terza causa di morte tra gli adolescenti a livello globale».
La metà di tutti i disordini mentali di cui soffrono gli adulti cominciano intorno ai 14 anni di età, ma nella maggior parte dei casi non vengono riconosciuti e trattati: «Gli effetti della depressione – sottolinea Bustreo – sono devastanti anche come conseguenza di guerre e conflitti: al gravissimo impatto immediato delle bombe vanno aggiunti i danni che colpiscono i sistemi sanitari, il maggior rischio di contrarre malattie infettive e, nel lungo periodo, la depressione, che procura ferite profonde per la società che necessitano anni per essere risolte».
Gli adolescenti sono un sesto della popolazione mondiale. Ogni anno nel mondo circa 1,3 milioni di loro perdono la vita per cause evitabili. Circa 16 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni e circa 1 milione di bambine sotto i 15 anni danno alla luce un bambino: le complicazioni durante la gravidanza e al momento del parto sono la seconda causa di morte per le adolescenti di tutto il mondo. Ogni anno 3 milioni di ragazze sotto i venti anni hanno un aborto e i bambini nati da mamme adolescenti hanno un rischio di morte più elevato di quelli nati da mamme tra i 20 e i 24 anni. Conseguenze di incidenti stradali sono state le principali causa di morte nel 2012, con 330 adolescenti morti ogni giorno. Altre principali cause di morte tra gli adolescenti sono Hiv, suicidio, infezioni delle basse vie respiratorie e violenza.
«Investire in programmi di tutela della salute di donne adolescenti – sottolinea Bustreo in occasione del Forum internazionale Starting from girls. Women Forum on inequality and sustainable growth, organizzato dal ministero degli Esteri il 7 e 8 aprile in occasione della presidenza italiana del G7 – per garantire il loro diritto alla salute, all’educazione e alla piena partecipazione alla società può certamente rappresentare una preziosa risorsa per trasformare il nostro mondo. Investire soprattutto nella loro salute significa garantire loro la possibilità di sviluppo corretto. Vi sono infatti comportamenti, come quelli legati allo stile di vita, alimentazione, attività fisica, abuso di droghe e alcol, educazione sessuale che, se sbagliati in età adolescenziale, possono avere delle ripercussioni sulla salute dell’individuo nel corso di tutta la sua vita».
La discriminazione nell’assistenza sanitaria è ancora diffusa nei confronti delle donne e della adolescenti, in particolare a quelle appartenenti a gruppi emarginati, impedendo loro di ricevere trattamenti e cure essenziali.
«Solo attraverso una completa integrazione nella vita scientifica, economica, politica e pubblica della propria società – conclude Bustreo – può essere garantito il diritto alla salute delle donne e delle ragazze. Nel mondo oltre una donna su tre ha subito nel corso della sua vita una violenza domestica o sessuale, il 30% è stata vittima di abusi fisici o sessuali da uomini con cui avevano avuto una relazione intima e ha riportato gravi danni alla salute. Ancora troppo spesso le decisioni e le ambizioni personali vengono infrante a causa di politiche regressive e di norme che non permettono di esercitare i propri diritti fino in fondo».
Fonte: healthdesk.it

Commenti