La liturgia della Parola domenicale commentata
da padre Ermes Ronchi.

Maria di Magdala esce di casa quando è ancora notte,
buio in cielo, buio nel cuore.
Notte dell’Incarnazione, in cui il Verbo si fa carne, e ora notte
della Risurrezione in cui la carne indossa l’eternità.
Così respira la fede, da una notte all’altra.
Pasqua ci invita a mettere il nostro respiro in sintonia con quell’immenso soffio che
unisce incessantemente l’istante e l’eterno,
il visibile e l’invisibile,
la nostra povertà e la ricchezza di Dio.

Maria di Magdala non ha niente tra le mani, ha solo la sua vita risorta – da lei Gesù aveva cacciato sette demoni, la totalità del male – e un’attesa ardente, come l’amata del Cantico:
di notte cerco l’amato del mio cuore.
Maria si ribella all’assenza di Gesù: “Amare è dire: tu non morirai!” (G. Marcel).

Non a caso chi si reca alla tomba in quell’alba, le donne, Maddalena, il discepolo amato, sono quelli che più hanno fatto l’esperienza dell’amore.
E vide che la pietra era stata tolta.
Il sepolcro è spalancato, vuoto e risplendente nel fresco dell’alba, aperto come il guscio di un seme.
E fuori è primavera.
Qualcosa si muove in Maria: un’ansia, un fremito, un’urgenza
che cambiano di colpo il ritmo del racconto.
Corse allora…
Può correre ora perché sta nascendo il giorno, deve correre perché è il parto di un universo nuovo, le doglie della vita.
Il mondo è un immenso pianto, ma a Pasqua diventa
un immenso parto.
Di vita, di futuro, di speranza, di nuovi orizzonti,
di lacrime asciugate.

Corre da Pietro e dal discepolo amato, ed essi si mettono in corsa. Perché tutti corrono nel mattino di Pasqua?
Corrono, sospinti da un cuore in tumulto, perché l’amore ha sempre fretta, non sopporta indugi, la vita ha fretta di rotolare via i macigni che la bloccano.
Chi ama è sempre in ritardo sulla fame di abbracci.
Il discepolo che Gesù amava corse piùveloce.
Giovanni arriva per primo al sepolcro, il che vuol dire che arriva
per primo a capire il significato della Risurrezione,
e a credere in essa....
Chi ama o è amato capisce di più,
capisce prima,
capisce più a fondo,
ha intelletto d’amore (Dante), l’intelligenza del cuore.
Chi crede sa che un amore come quello di Gesù non può essere
annullato dalla morte, che tutto ciò che anche noi vivremo e faremo
nell’amore sarà indistruttibile........

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