Riparte il futuro si batte da mesi per porre fine alla pratica dei ricollocamenti 
degli ex politici ai vertici di Authority e società controllate dallo Stato.
Ciascuno è libero di scegliere come investire le sue competenze
nel pubblico o nel privato ma il passaggio tra i due mondi,
quello del servizio al cittadino e quello a favore di un'impresa
che resta sotto controllo pubblico,
non può avvenire senza un necessario scarto temporale.

Dal 2013 la legge italiana prevede che intercorra una pausa
di almeno due anni (tre, in alcuni casi)
tra un ruolo pubblico e un nuovo incarico in realtà private
che riferiscono allo Stato.
Ciò però vale solo per gli amministratori di enti locali e territoriali,
ma non per chiunque abbia ricoperto ruoli nazionali
- ex ministri, ex parlamentari, ex sottosegretari, e tutti i vice -
che possono migrare a piacimento da un incarico all'altro,
senza limiti.

Nulla ad oggi è stato fatto 
per porre fine 
a questa vergogna.

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