Conferenza stampa su “cinema e disabilità”

In occasione dell’inizio delle riprese del film “Ho amici in paradiso”, una conferenza stampa il 3 Maggio all’Opera don Guanella
Ho amici in paradiso
Felice Castriota è un commercialista salentino, impulsivo e un po’ superficiale. Il desiderio di arricchirsi e una certa avventatezza lo hanno portato a riciclare i soldi della malavita, prima di farsi scoprire.

Così, quando il Procuratore della Repubblica di Lecce gli propone, invece della galera, l’affido ai servizi sociali, Felice ci mette un attimo ad accettare l’offerta e a denunciare ‘U Pacciu, l’importante malavitoso per cui ha riciclato i soldi.
Per scontare la sua pena viene mandato al “Centro Don Guanella” di Roma. Da questo momento in poi, la sua vita cambia sicuramente in meglio: prende coscienza delle cose importanti della vita e dei suoi sbagli, grazie anche a tutti i “ragazzi” e le persone incontrate in questo percorso.
Si tratta di una commedia agrodolce e in parte action. Il set è l’Opera don Guanella di Roma: dai suoi splendidi giardini alle residenze per disabili. Ma non solo, si parla anche di esterni nel Salento, a Roma, Parigi e chissà ancora dove.
La novità assoluta il cast. Così tra attori decisamente noti, ad emergere sono gli 8 talenti guanelliani, ragazzi disabili accolti nel Centro che ne ospita 350 e che nel film interpretano la parte di Nicola, Salvatore, Marcello, Antonio, Francesco, Carmelina, Natale e Fabrizio.
Il film è di Fabrizio Maria Cortese, salentino, lunga esperienza artistica a teatro come attore – grande successo con il Cavallo di Troia era solo un pony –, autore di numerosi format di programmi tv e di Rai Sat per il sociale in onda anche su Sky, nel cinema di diversi corti, alla sua opera prima come regista.
Il genere è quello di “Quasi amici”, “La famiglia belier”, ma c’è qualcosa di più. L’idea nasce nei risvolti di una vicenda personale, che da 4 anni porta quotidianamente Fabrizio a frequentare il Centro.
“Il progetto è nato proprio un anno fa, mentre collaboravo alla realizzazione di una rappresentazione teatrale per la tradizionale festa dell’Incontro promossa dal Centro guanelliano e osservavo i ragazzi sul palco, impegnati a condividere il frutto dei diversi laboratori teatrali e musicali seguiti durante l’anno”.
Il soggetto pronto in 3 giorni. Poi il trattamento tra giugno e settembre e il lavoro di sceneggiatura fino a maggio insieme a Giulia Lusetti e Stefano Piani.
L’eccezionalità del cast ha suggerito una fase di preparazione degli attori, attualmente in corso, iniziata a dicembre. “Laboratori di improvvisazione, movimento scenico” spiega Cortese che nel film recita con loro “per creare il gruppo, mettere i ragazzi a loro agio sul set che è uno spazio definito, ma anche generare relazioni di amicizia”.
“Una sorta di stage che è anche terapeutico” sottolineano dalla direzione del don Guanella, rimarcando che “l’attesa del regista è tale ogni volta che gli attori dimenticano anche le terapie e stanno bene lo stesso!”.
Pochi cenni alla storia, un gioco di specchi da lasciare mozzafiato: un faccendiere condannato ai servizi sociali presso il don Guanella di Roma. Lo smarrimento iniziale, il capovolgimento di focale, la novità assoluta delle relazioni mai pensate, con diverse peripezie, storia d’amore e finale a sorpresa.
“Assolutamente un sogno che permette ai nostri ragazzi di vivere da protagonisti il mondo dello spettacolo, crescere emotivamente nelle relazioni sociali, arricchire in particolare la società grazie al loro contributo di creatività e valori, spesso misconosciuto o sottovalutato” sottolinea don Pino Venerito, direttore del Centro di riabilitazione.
“La storia del cambiamento di un uomo, per vie impensabili” sintetizza Cortese. “Un’esperienza da pelle d’oca: un dono immenso per me la loro verità, autenticità che ti permette di scoprire te stesso, imparare da loro a comunicare, l’arte di dialogare e costruire relazioni dirette, immediate. Poi la pazienza, la capacità di ascolto, l’incredibile umiltà, il loro mettersi in gioco fino in fondo”.
Stefano, 64 anni, disabile, che nel film interpreta la parte di Fabrizio, lo ha scritto su un piccolo foglio diretto al regista: “Il cinema è esperienza, cultura, manifestazione che ti arricchisce nell’anima e ti fa provare quel senso di cultura mai provata in vita tua. Ti fa innamorare di donne stupende che ti danno la vita.
E infine ti fa provare ad essere attore di te stesso. Bisogna immaginare che siamo tutti chiamati a fare questa esperienza”. “Un’avventura che mi ha aiutato a rileggere la mia” sottolinea Rocco, 62 anni, in carrozzina, di origine albanese, che nel film sarà Nicola. “L’iniziale difficoltà ad integrarmi.
La domanda: chi sono io per gli altri? E poi il salto, grazie alle premure di tutti, dal portiere al direttore del Centro. Dopo 2 giorni mangiavo con gli altri. Dopo una settimana, imboccavo io chi non ce la faceva a mangiare da solo”.
Un set sì, ma autentico e consigliato per il problem solving: “Quando vieni al don Guanella – ricorda – ti passa la rabbia. Non sei mai solo, mai straniero. E’ come in paradiso!”.

Prodotto dalla Golden Hour films il progetto è stato presentato al ministero dei beni culturali come opera prima ad interesse nazionale per l’alto valore culturale; sarà distribuito in Italia e all’estero e, a motivo del suo contenuto, presentato nei più importanti festival europei.
Alla conferenza stampa saranno presenti gli attori principali del film: Valentina Cervi, Fabrizio Ferracane, Antonio Catania, Emiliano Coltorti, gli attori diversamente abili del Don Guanella, oltre al Regista e al Produttore.
Dopo il saluto iniziale di Don Pino Venerito, direttore del Centro Don Guanella, interverrà mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana; il dott. Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema; la dott.ssa Simonetta Magari, direttore Sanitario del Centro Don Guanella; la dott.ssa Lidia Ravera, assessore alla Cultura della Regione Lazio. È attesa anche la partecipazione del Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin

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