Cosa hanno in comune Hajar, Jenin e Anastasija?


Qualcosa di più dell’infanzia. A tutte e tre sono negati diritti fondamentali come quello alla salute e all’istruzione.
Perché Hajar, Jenin e Anastasija sono nate e cresciute in zone di guerra, o in cui il conflitto è finito lasciando segni indelebili sulle loro vite.
Le loro storie però raccontano anche della solidarietà di Adriana, Mariangela e Graziella, che hanno scelto di essere al loro fianco ogni giorno per aiutarle a riscrivere il loro futuro.


Hajar, che non parla ma può sorridere

La storia di Hajar, fuggita da Mosul in Iraq dopo l'arrivo di Daesh, racconta del suo amore per i disegni e della sua determinazione. Perchè se qualcosa di brutto è capitato, non vuol dire che tutto lo sarà. E racconta di Adriana, sostenitrice di Torino, che ha scelto di assicurarle tutte le cure di cui ha bisogno.
Jenin. Il futuro è una giornata di sole
Per Jenin e i suoi fratelli, fuggiti dalla guerra in Siria verso il Libano prima e oggi finalmente a Roma, il futuro è più vicino. E ha il volto di chi li ha aiutati e accolti. Come Mariangela, sostenitrice di Udine, che ha accompagnato Jenin nel suo percorso scolastico.

La principessa Anastasija

Nel piccolo villaggio di Kos, in Kosovo, c'è una principessa di nome Anastasija. La sua storia narra di cavalieri, sogni e preziosi sorrisi. E di Graziella, sostenitrice di Roma, che con il suo contributo l'accompagna tutti i giorni a scuola.

Queste sono le loro storie. Inizia oggi la tua: attiva un sostegno a distanza.
Scopri come cliccando qui, scrivi a sostegni@unponteper.it 
oppure chiamaci al numero 0644702906.


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