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MURI, DIKTAT, XENOFOBIA: SE QUESTA È EUROPA

Dal Brennero ad Atene stiamo vivendo i giorni più bui dell'Unione europea: nessun progetto di cooperazione, l'onda xenofoba e populista insieme con i particolarismi degli Stati membri sembrano prevalere su tutto




Stiamo vivendo i giorni più bui dell’Unione e non soltanto per via dei muri che sorgono alle porte dei Balcani, in Ungheria e nel cuore della Mitteleuropa. Tra pochi giorni il popolo britannico voterà se restare o no nell’Unione. Nel frattempo la Germania del ministro delle Finanze Schauble vuole imporre ai greci già in affanno altri sacrifici in virtù di non si sa quale dichiarata “emergenza”. Questa è l’Europa che si presenta agli occhi del mondo. Una Germania avida e arcigna economicamente con i Paesi del Sud Europa. Un’Inghilterra in preda a nostalgie dell'impero e ai suoi fantasmi isolazionisti.  Un’Austria impaurita e “sfacciata”, come la dipinge giustamente il nostro premier Renzi, che alza un muro lungo 370 metri al Brennero e pretende controlli anche in territorio italiano, alla faccia del trattato di Schengen sulla libera circolazione degli uomini e delle merci. Una decisione presa dal governo socialista sull’onda montante della vittoria della destra xenofoba di Norbert Hofer. Illegale, scellerata per il turismo, per l’economia e come dice giustamente il re degli Ottomila Messner, anche per il popolo tirolese, non più libero e unito ma attraversato da muri e recinzioni. Per non parlare dei Paesi scandinavi, che minacciano addirittura di sequestrare i beni dei rifugiati siriani. 

Le incoerenze dei Paesi dell’Europa del Nord sono insopportabili e odiose. Paesi tanto esigenti nel chiedere il rispetto delle leggi si stabilità economica, al punto di affamare la Grecia, quanto di violare a loro piacimento quelle che non fanno loro comodo, come il trattato di Schengen. Fa bene il Governo italiano a fare la voce grossa verso l'atteggiamento ostile contro i rifugiati che scappano dalla guerra. Quanto all'immigrazione economica, questa si blocca solo portando pace, risorse e aiuti in Africa e negli altri Paesi del Terzo Mondo. Ci sono più di un progetto di cooperazione sul tavolo dell’Unione da oltre vent'anni. Ma come ci ha spiegato Romano Prodi in una recente intervista, gli Stati membri del Nord fanno da sempre ostruzionismo. 
Preferiscono i muri ai ponti.  

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