“Sfida accettata”. Si ma quale?

Un tormentone social o qualcosa di più? Una lettrice ci coinvolge nella sua prova più dura: quella contro il cancro

Mentre le bacheche di amici e conoscenti si popolavano di vecchie foto corredate dalla scritta “sfida accettata“, in redazione ci domandavamo quale fosse l’origine dell’ennesimo sciocco tormentone da social network, fino a che un po’ le ricerche, un po’ la Provvidenza non ci hanno fatto scoprire il mondo che c’è dietro: quello di chi affronta la chemioterapia, che davvero “accetta la sfida” di lottare per la vita, per se stessi o al fianco dei loro cari. Sfide di persone come lei:
Ester Busatto "Sfida accettata"
Si, dato che non sapevo cosa fare e che avevo una vita monotona (a parte una figlia da crescere da sola, un lavoro che mi porta fuori casa 12 ore al giorno x riuscire a mantenere la famiglia e qualche altro impegno tra spettacoli, corsi e impegni comunitari etc...) ad Agosto ho deciso di accettare la sfida! (Anche xk non avevo nessuna alternativa!)
La sfida si chiamava: "Corso di sopravvivenza al tumore: o vinci o muori!"
In questi mesi posso dire di aver vissuto davvero una avventura incredibile! Le prove da superare erano varie.

- Prova fisica: di resistenza al dolore. Preparazione alla prova (intervento chirurgico) 6 ore. Mi hanno aperta, sventrata, tolto alcune parti, aggiunte altre, attaccato tubicini e pompette, richiuso tutto. Al risveglio freddo, stordimento e un dolore da togliere il respiro, da non riuscire a muoversi, ad andare al bagno ne a dormire. Alla domanda: "Come sta signorina?" risposta con sorriso smagliante ed espressione rilassata: "Benissimo! Non sento quasi niente! " "Gradisce ancora un po' di morfina?" Io: "Certo! Perché no? Può essere un'esperienza nuova!"
- Prova fisica: quanto reggi la nausea.
4 match da 8 giorni l'uno in cui ti svegli con la nausea, lavori con la nausea, mangi con la nausea, ti lavi con la nausea, vesti, svesti, ti prendi cura, fai le coccole a tua figlia con la nausea e dormi con la nausea (se dormi). A seguire stanchezza, afte alla bocca, herpes al naso e alla bocca, stomatite, mal di denti, unghie rotte e perdita di capelli. Alla domanda: "Come sta signorina" risposta: "Una leggera nausea e un po' di stanchezza.. niente di che!"

- Prova psicologica: la bellezza non è per sempre. Cicatrici, deformazioni, pallore, occhiaie, calvizia, gonfiore x il mix chimico che ti iniettano. 
Io di risposta ho acquistato nuovi trucchi x avere un nuovo look e 3 parrucche di colori e tagli diversi così ogni giorno mi acconcio come mi va. E poi non posso negare di andare fiera del lavoro del chirurgo che è stato decisamente migliorativo.

- Prova relazionale: "quando accade qualcosa di eclatante tutti ti cercano".
Beh! Era ora! È bellissimo che tutti i tuoi amici e parenti ti cerchino! E soprattutto avere il tempo per stare un po' con loro al telefono o di persona dato che si è a casa dal lavoro. Poi è ovvio che ti chiedo come stai con imbarazzo e a volte ti capita anche di rispondere a chi abbia non lo sa e dire: "Ho un tumore ma a parte quello tutto benissimo!" Con quella faccia e quel sorriso che spiazza xk non capiscono se scherzi o se davvero lo vivi convinta di avere la vittoria in pugno.

- Prova psicologica: "renditi conto che anche tu non vivrai x sempre e che potrebbe succedere molto prima di quanto pensi." Questa prova l'ho vinta quando sono arrivata alla consapevolezza che il mio corpo potrà anche non durare per sempre. Marcire, gonfiarsi, pululare di vermi e tornare polvere ma la mia anima no! Tornerò a Dio, vivrò x l'eternità in un posto magnifico in quella condizione di gioia e spensieratezza che vivono i bambini, con quella sensazione di innamoramento degli sposi novelli. Nel benessere più totale. Tutto l'amore delle persone rimaste sulla terra che mi porteranno nel loro cuore si riverserá nel mio. In più potró stare con chi più mi ha amato al mondo Dio. E con Dio la vittoria è mia!
A me è andata così ma di sicuro la maggior parte delle persone nn lo avrebbe vissuto come me perciò spero di aver dato un quadro in breve dei disagi che si vivono, insomma di aver davvero sensibilizzato alla lotta contro il cancro.
Cmq la foto è di 18 anni fa ed è di proposito a colori! 😜






Oltre ad Ester, sono tante altre le persone che si sono messe in gioco per creare un legame empatico con il mondo esterno, ignaro delle conseguenze della chemioterapia, dolorosa ma necessaria. Ester ci ha mandato anche la foto del suo presente:
Una nuova consapevolezza
Da “braccialetti rossi” (una fiction) fino al format più recente delle “Kemio amiche” (un docu-reality), in tv – e quindi non può che trovare spazio anche sui social – c’è una presenza sempre più forte ed empatica delle persone malate di cancro che affrontano questo dramma, da sole o molto spesso facendo squadra. In malattie come queste è essenziale il contatto umano, che la rete dell’amicizia non si sfaldi e anzi si allarghi il più possibile. La storia di #sfidaaccettata è però questa, ben spiegata (anche con ruvidezza) dall’esperto di web David Di Tivoli:
"Sfida accettata", LO STAI FACENDO MALE.
Ho chiesto a un paio di persone "Ma che significa esattamente questa sfida?", e la risposta è stata più o meno "Ma che ne so, stanno tutti a postà foto de quando erano piccoli, l'ho fatto pure io!".
L'idea però alla base della campagna forse non la immagini nemmeno, visto che in teoria servirebbe a sensibilizzare le persone sul tema della prevenzione contro il cancro.
La sfida consiste nel cambiare la propria immagine del profilo, postando un selfie in bianco e nero con sopra la dicitura “Sfida accettata”.

***PERCHE'?***
E' un modo che il web ha trovato per mostrare il grigiore di quando si è costretti a sottoporsi a pesanti cicli di chemio e a soffrire per il cancro. Insomma, serve a riflettere su un certo argomento, non di certo a mostrare che a 15 anni già giravate col culo di fuori ed eravate i primi al mondo a farsi i selfie.
Il messaggio è infatti sfuggito a molti (sarebbe meglio dire a tutti), che hanno cominciato ad utilizzare la frase solo per postare foto in bianco e nero (e poi a colori ma da piccini), senza però capire il senso della catena. Na cosa nuova...
E magari sono gli stessi che quando una bella figa pubblica una foto con tette di fuori scrivendo "La bellezza è quella che abbiamo dentro", la prendono anche per il culo.
E ora continuate pure...



Quello che poteva sembrare un fenomeno molto superficiale, qualcosa di stupido come l’anno scorso il famoso “Ice Bucket Challenge” che ha coinvolto vip e non gente comune, che in molti hanno preso in giro, ma che ha permesso alla Als Association che l’aveva promosso (una associazione no profit americana contro la SLA) di raccogliere 115 milioni di dollari. Qui non ci sono soldi, ma c’è in ballo qualcosa di più prezioso: la solidarietà. Donare 5 euro o 10 costa poco e sgrava la coscienza, stare 1 ora accanto ad un malato mentre fa la chemioterapia, o andarlo a trovare o farlo ridere e scherzare, vale molto di più e mette in gioco molto di più che il proprio portafoglio. Quindi forza, #sfidaaccettata!

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