Scout dell'AGESCI,
finalmente emancipati!..........
Autore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
mercoledì 20 agosto 2014
«Noi, Rover e Scolte dell’Agesci, giovani cittadini italiani, riuniti a S. Rossore, al termine di un anno che ci ha visti impegnati sul tema e sulle strade del coraggio, vogliamo oggi scrivere una Carta che racconti quello che abbiamo vissuto, che rappresenti i valori in cui ci riconosciamo e che dichiari il nostro impegno per l’Associazione, per il Paese e per la Chiesa a cui apparteniamo»
[San Rossore, 9 agosto 2014 – Gli alfieri del Consiglio Nazionale R/S]
Oh, finalmente potrete entrare a testa alta nei luoghi che contano, dimenticando il risolino di compassione
e le battute sui «bambini vestiti da cretini guidati
da cretini vestiti da bambini»,
così di moda tempo fa*,
insieme alla canzone di Zucchero sullo stress
e sulla Azione Cattolica.
Allineati al politically correct su famiglia
(che definite nel vostro testo, frutto del cammino di un anno,
così: «qualunque nucleo di rapporti basati
sull’amore e sul rispetto»),
sui cosiddetti «nuovi diritti»
(Ecco la vostra citazione, in cui con grande umiltà,
volete insegnare a tutti come pensare:
«A questo proposito, chiediamo alla Chiesa di accogliere e non solo tollerare qualsiasi scelta di vita guidata dall’amore;
che l’Agesci non consideri esperienze di divorzio,
convivenza o omosessualità invalidanti la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo,
fintanto che l’educatore mantenga i valori dell’integrità morale;
alla Chiesa di mettersi in discussione e di rivalutare i temi dell’omosessualità, convivenza e divorzio,
aiutandoci a prendere una posizione chiara»)
e sulla politica nazionale e internazionale
(affidiamo ai volonterosi lettori del documento
l’onere delle citazioni opportune,
già evidenziate comunque dalla stampa progressista e laicista, quella che si rallegra di accogliervi nel novero dei
«cattolici adulti»
e che noi preferiamo chiamare, realisticamente «cattolici adulterati»).
Che ne è oramai della C dell’AGESC(attolici)I?
Dite ancora:
«CI IMPEGNIAMOa vivere la Chiesa con spirito nuovo… condividendo insieme ai presbiteri, nostri compagni di strada,
la testimonianza dell’essere cristiani».
Però che i «compagni di strada»
(speriamo non «di merenda»)
non ci giudichino «rispetto al tipo di legame affettivo che viviamo,
ma di essere aiutati ad accettare noi stessi
con tutti i nostri limiti e ad amare in modo autentico».
Credo che il vostro documento chieda di essere approfondito,
ma certo se questi passaggi ci sono e non li cancellerete,
sarà un difficile cammino nella educazione alla fede cattolica.
Vi si apriranno (per poco, state tranquilli) le porte del mondo,
ma alla fine – come gli utili idioti di ogni tempo –
non interesserete più a nessuno,
e il Signore ci ricorderà che
«il sale che ha perso il suo sapore ad altro
non vale che ad essere calpestato dagli uomini».
Pensateci!
E pensiamoci (ricordo che nella mia vita ho fatto anche il Baloo
dei lupetti, col desiderio di far loro gustare la bellezza
dell’incontro con Gesù nella Chiesa cattolica).
*Indimenticabile e ormai nella memoria collettiva
è la celebre battuta di Jack Benny sugli scout:
"Una compagnia di scout consiste in 12 piccoli bambini vestiti da cretini guidati da un grande cretino vestito da bambino"..........

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