Contro le guerre.....
Il futuro è nella pace
L’attualità ci chiama purtroppo a parlare ancora di guerre e conflitti. Sono oltre sessanta i focolai armati nel mondo,
alimentati tutti dall’odio, dall’intolleranza, dalla brama di potere,
dagli interessi economici.
Stavolta abbiamo scelto però una strada diversa
per raccontare queste pagine di storia contemporanea:
quella della pace.
E lo facciamo nella convinzione che come mezzo di informazione abbiamo una responsabilità e – citando le parole di Giovanni Paolo II nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1999 –
“un ruolo importante nell’orientamento
dei comportamenti dei cittadini”.
Per questo vogliamo essere in prima linea
quando si tratta di contribuire a diffondere la cultura
della pace e della fratellanzaperché crediamo che,
come si legge nelle Lettere a Lucilio di Seneca,
“la società è come una volta di pietre;
sta in piedi se le pietre si sostengono l’un l’altra, altrimenti cade”.
Dare visibilità ai gesti e alle azioni umanitarie dei tanti volontari impegnati sul fronte bellico ci è sembrato il modo migliore
per rappresentare il valore della pace e renderlo concreto, come unico antidoto possibile contro la guerra,
come l’opposto che la depotenzia.
Del resto, insegnava Lev Tolstoj: “[…]
non si può spegnere il fuoco con il fuoco,
né asciugare l’acqua con l’acqua,
così non si può eliminare la violenza con la violenza”.
Non resta dunque che la via della pace.
La pace non può però essere ridotta ad uno slogan e non è una bandiera colorata esibita alla finestra;
non è una moda e neppure un cliché;
non è un proclama sancito in una Carta dei diritti
o ad un congresso internazionale,
non è l’elucubrazione di un filosofo né la teoria di un teologo.
È un modo di vivere e di operare, è un’inclinazione del cuore.
La pace è una testimonianza da offrire,
un cambio di prospettiva che porta a vedere il mondo non con la logica del profitto, né con quella dell’egemonia,
ma con gli occhi della giustizia e dell’amore.
La pace è anche il cammino più arduo da percorrere,
la sfida più difficile.
È un edificio in continua costruzione
– come si legge nella Gaudium et spes –
che affonda le sue radici nella “volontà di rispettare gli altri uomini,
gli altri popoli e la loro dignità,
nell’assidua pratica della fratellanza umana”.
Ma soprattutto, quella alla pace è una tensione trasversale
sia al pensiero laico che religioso, sia allo spirito antico che moderno. I principi che inneggiano alla pari dignità, al rispetto, alla giustizia, come presupposti per il raggiungimento della pace,
hanno avuto eco attraverso il cristianesimo,
ma anche l’ebraismo, il buddismo, il confucianesimo
promotori, in forme e contesti diversi,
della sacralità della vita umana e del dovere di
essere responsabili dei propri simili.
“Solo quando – affermava ancora san Giovanni Paolo II –
una cultura dei diritti umani, rispettosa delle diverse tradizioni,
diventa parte integrante del patrimonio morale dell’umanità
si può guardare con serena fiducia al futuro”.
Gianni Epifani, Sacerdote rogazionista, giornalista e regista
della Santa Messa di RaiUno

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