La liturgia della Parola domenicale
commentata da padre Ermes Ronchi
DOMENICA 28 SETTEMBRE 2014
Dal Vangelo secondo Matteo
(Capitolo 21, versetti 28-32))
Un uomo aveva due figli...,
in loro riconosco la metafora del mio cuore diviso,
un cuore che dice “sì” e poi subito dice “no”.
La parabola dei due figli, che non fanno ciò che dicono,
contiene il rimpianto per la mancanza di coerenza,
ma soprattutto la nostalgia di un cammino,
il viaggio del cuore verso l’unificazione, invocata dal Salmo 86,11 “tieni unito il mio cuore”, sognata dalla Sapienza 1,1
“un cuore non doppio, un cuore semplice”.
E anch’io prego:
fa’ che non abbia in me due cuori, in lotta tra loro,
due desideri che si contraddicono.
Il cammino dal cuore diviso al cuore unificato si regge su di una realtà che ciascuno ha potuto sperimentare:
per imposizione nessuno potrà mai lavorare bene o amare bene.
Il primo figlio rispose: non ne ho voglia, ma poi si pentì e vi andò.
Il secondo disse: sì, ma poi non andò.
Il primo figlio è un ribelle; il secondo è un servile, e infatti si rivolge
al padre con un ossequiente “sì, signore”.
Il primo si pentì. Di che cosa?
Della colpa di aver disobbedito?
No, pentirsi è convertirsi, acquisire una visione nuova delle cose, rivolta non al passato ma al futuro.
Il figlio cambia visione sul lavoro nella vigna,
che non esegue per obbedienza,
ma perché sente che riguarda lui,
e la vigna del padre è diventata la nostra vigna;
- sul padre, che non vede più come colui che si impone,
ma l’appassionato per il pane di casa e per il vino della festa,
e a questo partecipa; - sull’obbedienza stessa:
noi non siamo nella vigna del mondo come esecutori di ordini,
ma come inventori e custodi di fecondità,
operai di una vigna in cui si moltiplicano grappoli gonfi di succo
per la fame e la sete della casa unica che è la terra.
Chi dei due ha fatto la volontà del padre?
La domanda è facile. Ma quale volontà?
Ottenere da noi rispetto e obbedienza?
No, il sogno del padre è una grande casa, ricca di pane e di vino, abitata non da servi ossequienti, ma da figli liberi e adulti,
alleati con lui per la maturazione del mondo.
Il figlio va’ e lavora senza farsi alcuna pubblicità.
Quanti lavoratori segreti ci sono nella vigna di Dio!
E il vangelo si diffonderà a partire da tutte le piccole vigne nascoste, dove ciascuno si impegna a rendere meno arida la terra,
meno soli gli uomini,
meno contraddittorio il cuore..............
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