«Proteggere i bambini siriani, il futuro del paese»
Monsignor Tomasi, Osservatore permanente
della Santa Sede presso gli uffici Onu di Ginevra,
denuncia in un’intervista la distruzione sistematica
di famiglie e scuole siriane.
A tutto vantaggio dell’Isis
«Garantire l’istruzione ai bambini siriani».
E’ questa, relativa al conflitto siriano,
una delle principali preoccupazioni di Monsignor Silvano Tomasi,
Osservatore permanente della Santa Sede
presso gli uffici Onu di Ginevra ,
emersa nei giorni scorsi durante un’intervista
rilasciata a Giuseppe Beltrami.
Secondo Monsignor Tomasi infatti vittime della guerra
sono in primo luogo «le famiglie,
che vengono separate o distrutte, e molti bambini.
Infatti, nei campi profughi del Medio Oriente
metà della popolazione è costituita da bambini
e questi hanno bisogno di essere protetti in modo particolare,
perché sono il futuro della società.
Fra le misure che si dovrebbero prendere,
bisogna soprattutto cominciare a registrare
questi bambini quando nascono,
in modo che abbiano una posizione legale nella società.
Anche l’educazione dei bambini è un problema grosso:
solo in Siria sono state distrutte più di cinquemila scuole
e nella zona controllata dal cosiddetto Stato islamico
abbiamo una distruzione sistematica delle scuole
per impedire l’educazione dei bambini
e farli crescere in un contesto di fanatismo».

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