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IL CORAGGIO DI ESSERE UMANI,
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“I migranti sono ponti gettati su mondi, sono eroi!
Le generazioni future in Occidente pagheranno la nostra miopia:
nel Sud del mondo rapiniamo le risorse,
facciamo le guerre e poi li respingiamo alle frontiere!
Siamo popoli destinati a convivere!
E prima lo si capisce meglio sarà per tutti.”
(Don Oreste Benzi)
Il coraggio delle persone che abbandonano le proprie radici e affrontano il viaggio verso un futuro oscuro.
Il coraggio di chi sceglie di andare al di là dei propri interessi e va incontro a questa umanità in fuga.
Vogliamo capire cosa c’è dietro la tratta degli esseri umani per chiamare le persone, la società, ad agire, perché “Si può fare”, anzi “Si deve fare”.
E’ un “Fare” che parte dalla società civile, come quello dei volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII che vivono nei campi profughi in Libano, che ad Atene sostengono i migranti in transito, e che li soccorrono – stremati o in fin di vita - sul porto di Reggio Calabria insieme a tanti altri volontari. Durante il convegno ci collegheremo in diretta con loro.
E’ il “Fare” di tanti italiani che aprono la propria casa ad adulti e minori, aiutandoli e integrarsi nel lavoro, nella scuola, nei territori.
Al convegno saranno presenti profughi ospiti delle nostre strutture in Italia. Oggi la Comunità in Italia accoglie nelle proprie case circa 900 migranti, di cui 350 richiedenti asilo.
Saranno presenti anche rappresentanti istituzionali, delle Nazioni Unite e degli organismi internazionali, del governo. Poi giornalisti, uomini di chiesa, docenti universitari e politici. Per trovare insieme un percorso, delle linee guida per affrontare l’emergenza di questo tempo e trasformare la paura e l’emotività in proposta positiva, concreta e attuabile di risoluzione del problema.
Chiediamo alla società civile di andare oltre la logica del particolarismo che ci porta inevitabilmente al conflitto e di spingerci invece verso una solidarietà capace di futuro, che costruisce un modello possibile di convivenza e di cooperazione allo sviluppo.

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