Questa lettera va a me stesso…
a me che, ogni volta che piango 
e qualcuno mi chiede cosa sia successo, 
mi limito a dire che mi bruciano gli occhi. 
Va a me… A me, che cerco di sorridere 
anche quando sembra impossibile, 
a me che guardo allo specchio e vedo le rughe dell’età, 
alla mia fottuta sensibilità 
che mi fotte nel vero senso della parola, 
perché fa approfittare gli altri di me. 
Va a me che quando cado 
trovo sempre la forza di rialzarmi, 
a me che guardo intorno e vedo tante, 
tantissime luci, una città colorata… 
ma poi mi guardo intorno e vedo sorrisi spenti.


Questa lettera va a me, 
ai miei sorrisi, 
alle mie lacrime sprecate, 
alle mie grida, ai miei momenti di pazzie, 
ai miei momenti noiosi, semplicemente a me stesso. 
Va a me, che quando devo aiutare gli altri sono un’esperto 
e quando devo aiutare me stesso, 
non sono neanche un dilettante.
A me, che trovo sfogo in una stupida sigaretta, 
a me che faccio l’indifferente e poi dopo piango, 
a me che quando mi trovo solo mi sento ansioso 
perché i miei pensieri mi occupano la mente.
Un me che molte volte non riesco ad accettare, 
ma con il quale sto imparando a convivere, 
un me che tutti hanno cercato di cambiare, 
ma che nessuno è riuscito a farlo.
Mi vedo… un passo dal cambiamento, 
dalla voglia di essere presente a me stesso. 
Ma come tutti i cambiamenti, 
prima che diventino qualcosa 
c’è la confusione, la paura, la solitudine. 
Ora mi sento perso dentro mille pensieri e parole, 
ma un giorno tutte queste vite che sto vivendo 
mi daranno ragione di quello che sono e sarò. 
Nel ritrovarmi mi sono accorto 
di aver lasciato qualcosa per strada 
ma è questo il momento di continuare il viaggio, 
con prospettive nuove. 
Non devo aggrapparmi solo al passato, 
ma devo attingere ora da me stesso, 
da questo mio presente, doloroso sì, 
ma ricco di prospettive di me, 
ed ho certezza che tutto questo non è vano, 
non è destinato a perdersi per sempre.

Penso che per ognuno di noi c’è un giardino, 
fatto di memorie, parole, profumi e suoni, 
che germoglia di anno in anno, attraverso il nostro cuore. 
Quando la vita morde ed il pianto sembra vano, 


là troverò sempre 
me stesso
 e chi mi ama......

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