Sempre più persone nel mondo muoiono scattandosi un selfie

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Il numero di persone morte tentando di scattare un selfie con il proprio smartphone è stabilmente cresciuto negli ultimi anni, passando da 15 del 2014 ai 39 del 2015, fino ad arrivare ai 73 già registrati nei primi 8 mesi del 2016. Complessivamente, almeno 127 persone nel mondo sono morte negli ultimi due anni tentando di scattare dei selfie, spesso in luoghi pericolosi come edifici alti o nell'acqua. L'India da sola è "responsabile" per almeno la metà delle morti connesse ai selfie.

Hemank Lamba, dottorando della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, insieme ad alcuni amici ha raccolto dati su ogni morte connessa ai selfie nel tentativo di trovare chi siano i soggetti a rischio e dove. La speranza è di poter sviluppare un'applicazione che avvisi dei pericoli chi sta prendendo dei rischi inutili per scattarsi una bella foto.
L'applicazione potrebbe identificare quando chi vuole scattarsi un selfie è in un luogo pericoloso, come il ciglio di una montagna o i binari della ferrovia, mandando un avviso. Fino ad ora l'app ha analizzato circa 3.000 selfie, identificando correttamente i pericoli il 70% delle volte.
Lo studio di Lamba ha fatto distinzione fra le fotografie nel quale viene mostrato il momento della morte, come quelle in caso di un attacco con esplosivi o di un incidente automobilistico, e le morti che sarebbero state evitate se nessuno avesse tentato di scattare un selfie. La ricerca ha anche rilevato che gli uomini hanno una probabilità tre volte maggiore rispetto alle donne di morire scattando un selfie, sebbene le esponenti del gentil sesso ne scattino molti di più.
Il gruppo più a rischio per quanto riguarda l'età è quello delle persone tra i 20 ed i 24 anni, che ha fatto segnare 45 morti. Sono invece stati 41 i decessi tra chi aveva meno di 20 anni, mentre 17 avevano più di 30 anni.
L'India ha fatto registrare di gran lunga il maggior numero di "Morti da selfie" o "Killfies", come questi eventi sono stati soprannominati dal team di Lamba nello studio. Sono state 76 le persone morte in India, diverse delle quali sono annegate nel Mar Arabico davanti Mumbai, spingendo la polizia a dichiarare 16 aree della città "No Selfie Zone".
Il Pakistan è al secondo posto di questa classifica con nove morti, mentre gli Stati Uniti si sono classificati al terzo posto con otto. Per fornire un raffronto, nel 2015 sono morte più persone scattando selfie che per l'attacco di squali. Lo studio ha anche rilevato come la causa di morte vari in base al paese: in India diverse persone sono morte sui binari della ferrovia o nelle loro vicinanze, mentre negli Stati Uniti ed in Russia in tanti hanno perso la vita per essersi messi in posa con delle armi.
La ricerca ha anche fatto una connessione tra il crescente numero di morti ed il narcisismo: "Sin dall'avvento dei social network, le persone hanno sviluppato un insaziabile bisogno di essere i più 'popolari' nella loro comunità", si legge nel report. "In termini medici, questo è stato spesso comparato a forme di narcisismo e, in relazione ai selfie, definito 'Selfite' ".

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