PASQUA 2017
Se la Pasqua dovesse essere il periodo della Pace e della riconquista della serenità perduta
durante l’anno, quest’anno credo che la Pasqua tutto potrebbe essere tranne queste due cose.
Eppure, al di là di ogni credo religioso, politico, culturale e sociale,
non possiamo vivere in modo così snaturato.
E per snaturato significa vivere sempre meno da uomini e tra uomini.
Per noi credenti dovrebbe far testo il discorso di Cristo, nel Cenacolo,
riportato nel Vangelo di Giovanni: “Non prego solo per voi, miei testimoni,
ma anche per quelli che crederanno in me, affinché tutti siano una cosa sola, come tu,
Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi perché il mondo creda che Tu mi hai mandato”.
La Pasqua è tutta qui: perché il mondo possa diventare quello che dovrebbe essere:
una immensa sinfonia di note, di colori, di assoli di violino e di dolcezze pizzicate da arpe femminili.
Invece rincorriamo i fracassi delle autostrade e non ci stanchiamo mai di fare la fila
alle casse dei centri commerciali. La Pasqua ci dovrebbe ricordare.
In modo forte e dolce insieme, che dentro l’uovo c’è ben altro.
“Noi possediamo l’eternità; l’anima è più potente dello spazio; più forte del tempo,
più profonda del mare, più alta delle stelle”. Queste cose dovremmo trovare dentro l’uovo.
Ma la cronaca, di anno in anno, ammucchia morti innocenti e assassini inspiegabili,
perché covati sotto il tetto di casa e dentro i letti, fino a ieri sognati come antipasti del Paradiso.
Mi è arrivata in questi giorni, da una mamma, una e-mail che invoca aiuto per il figlio
che in un raptus di follia distrusse la vita della sua giovane compagna.
Vedrò cosa fare!
Intanto però (ed è il vero motivo di questa citazione)
tutto il convento delle suore carmelitane scalze sta pregando per questo ragazzo devastato
e in preda allo sconforto e sta pregando anche per me.
Non dimentichiamo che vicino alle disperazioni e alle assurdità
c’è sempre qualcuno che nel silenzio ama, spera, crede e supplisce
a quei vuoti di umanità e fraternità che questo mondo apre nel totale disinteresse.
“Grazie di cuore per l’attenzione e la cura che dona a tante creature che soffrono di disagi.
La abbraccio forte al cuore… non ci abbandoni”.
Si firma: una mamma addolorata ma speranzosa.
Ho voluto mettere insieme la Pasqua con sogni, disperazioni, preghiere e auguri perché,
nonostante tutto, nell’uovo vorrei che trovassimo la Pace.
Don Antonio Mazzi
Commenti
Posta un commento